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PROGETTO

Ripristino sezione idraulica Torrente Ania e messa in sicurezza versante in loc. Scopaio in Comune di Coreglia Antelminelli

COMMITTENTE

Comune di Coreglia Antelminelli

IMPORTO DEI LAVORI

200’000,00 €

DATA

2015

Su incarico del Consorzio di Bonifica 1 – Toscana Nord, è stato redatto il progetto definitivo ed esecutivo in oggetto.

Gli interventi in progetto si sono resi necessari a seguito di un movimento franoso che ha interessato una vasta area del versante. Il materiale detritico franato ha parzialmente ostruito in letto del torrente Ania, deviandone il corso verso ovest.

Il materiale mobilitato dal fenomeno gravitativo è stato stimato in circa 30’000 m3; la larghezza media del corpo di frana si attesta attorno ai 60/70 m per uno sviluppo longitudinale in pianta di circa 210 m. Il movimento franoso è di tipo prevalentemente rotazionale – traslativo, la nicchia di distacco ha lasciato a giorno una scarpata sub verticale di altezza pari a circa 10 m.

A sud del dissesto franoso, è presente una ulteriore frana, più antica e separata da quella attuale da una piccola cresta di terreno.

Ad una distanza di circa 40/50 m a monte del coronamento della frana è presente una abitazione privata.

La messa in sicurezza del versante ha richiesto differenti interventi, localizzati sia a valle che a monte della frana.

In via preliminare si è predisposto il disgaggio dei massi e del materiale instabile posto sul tratto di versante in esame, in modo da garantire la sicurezza delle maestranze che si trovano ad operare sul posto.

È stato quindi previsto di stabilizzare il piede della frana mediante la realizzazione di una scogliera in massi ciclopici. L’altezza della scogliera è di circa 2,50 m , lo spessore pari a 2,00 m.

A tergo della scogliera è stato previsto un drenaggio in materiale arido e la risagomatura del versante con il materiale franato, realizzando dei terrazzamenti con scarpa 3/2.

Il materiale necessario per la realizzazione dei terrazzamenti è stato recuperato da una parte di

quello franato in alveo.

Lungo tutto il perimetro del corpo di frana è stata prevista la realizzazione di un fosso di guardia con canalette semicircolari di diametro pari a 600 mm ed avente la funzione di raccogliere le acque superficiali provenienti da monte, che verranno convogliate direttamente all’interno del torrente Ania.

In corrispondenza del corpo della frana sono stati previsti drenaggi sub orizzontali mediante

tubi in P.V.C. microforati del diametro di 2’’, posizionati su quattro livelli,ciascun livello costituito da n°10 elementi.

Ciascun livello di dreni scaricherà le acque a giorno in corrispondenza di un sistema di

canalette disposte in orizzontale a sezione semicircolare del diametro di 400 mm. Le acque

così raccolte verranno convogliate in ulteriori canalette ancora a sezione circolare del

diametro di 500 mm che correranno lungo la pendenza del versante e sfoceranno in

corrispondenza del torrente Ania.

Le relazioni geologiche indicano una probabile retrogradazione della frana verso monte, sino ad arrivare in corrispondenza del fabbricato. Si è quindi proceduto alla progettazione di una berlinese tirantata con la funzione di sostegno del terreno per un’altezza pari a 10,00 m, corrispondente allo spessore dello strato detritico superficiale, nell’ipotesi che quest’ultimo frani completamente a valle.

La berlinese sarà realizzata mediante pali del dimetro complessivo di 350 mm, armati con profili tubolari di 273 mm e spessore 8 mm. La lunghezza dei pali è prevista in 15 m, l’interasse tra i pali è di 85 cm. Saranno presenti due ordini di tiranti attivi, ubicati alla quota di 2,00 e 5,00 m al disotto della testa dei pali. L’interasse tra i tiranti sarà di 2,55 m. La tesatura iniziale è prevista in 300 kN.

L’opera verrà realizzata per fasi successive: si procederà dapprima all’infissione dei pali, successivamente si procederà allo scavo del terreno di valle per una profondità di 3,00 m ed alla realizzazione e tesatura del primo ordine di tiranti, successivamente si procederà allo scavo sino alla quota di 5,00 m al di sotto della testa dei pali ed alla realizzazione del secondo ordine di tiranti. Successivamente si procederà al reinterro dello scavo con il ripristino della scarpata originaria.

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